Vellutata di zucca con crostini.

Quando comincia a fare molto freddo non c’è niente di meglio che una buona e calda vellutata: questa che vi propongo oggi è alla zucca con i crostini.

Ingredienti per 4 persone:

750 gr di zucca
200 gr di patate
1/2 cipolla
500 ml di brodo vegetale
Mettere su fuoco con un po’ d’olio la cipolla, soffriggerla.
Aggiungere la zucca e le patate a pezzi.
Irrorare col brodo vegetale fino a completa cottura del piatto.
Mixare col minipimer a immersione così realizzando la vellutata.

Preparare i crostini:
Tagliare a cubetti il pane raffermo e farli tostare su una padella con una noce di burro e un giro d’olio.
Salare e a discrezione sbriciolare della salvia essiccata.

Torta al cioccolato senza uova.

La torta al cioccolato senza uova è un dolce che si presta a numerose occasioni. Se volete preparare una torta golosa per i vostri cari o per il compleanno dei vostri bambini, seguite la ricetta che vi suggerisco.

Ingredienti:
170 g di zucchero
200 ml di latte
200 g di farina 00
75 g di cioccolato fondente
1 bustina di lievito per dolci
100 ml di olio di semi di girasole
Zucchero a velo q.b.

Preparazione:
Riunite in una terrina la farina setacciata con lo zucchero e il lievito. Mescolate e incorporate il latte a filo e l’olio di semi.
Fate sciogliere il cioccolato a bagnomaria all’interno di un pentolino a fiamma bassa e unitelo agli altri ingredienti. Mescolate bene con una frusta da cucina, in modo da amalgamare il composto.

Foderate una tortiera con la carta forno e versate il composto, livellando bene la superficie con il dorso di un cucchiaio. Infornate a 180°C per circa 30 minuti in forno in modalità statica e non ventilata, fino a quando, infilzando uno stecchino nella torta, lo stecchino uscirà asciutto e pulito. Sfornate la torta, fatela raffreddare a temperatura ambiente e spolverizzatela con lo zucchero a velo.

Accorgimenti:
Fate sciogliere bene il cioccolato a bagnomaria, dopo averlo ridotto in pezzi più piccoli: in tal modo sarà più facile lavorarlo.

Idee e varianti:
Qualora desideraste preparare un dolce ancora più goloso e invitante, potete incorporare due cucchiai di Nutella all’impasto, oppure tagliare a metà la torta in senso orizzontale e farcirla con tre cucchiai abbondanti di Nutella. Se non vi piace il cioccolato fondente, potete sostituirlo con quello al latte.

Favola: il sogno di Stellina.

Navigando su Internet ho trovato un’altra favola, breve, ma molto carina che potrete raccontare ai vostri bambini prima di fare la nanna. Eccola.

Il sogno di stellina
Mentre noi di giorno ci alziamo e andiamo fuori, a scuola, al lavoro, a giocare o a fare una passeggiata, nel cielo la luna e tutte le stelle, chiuse in un immenso palazzo, grande come tutto il cielo, dormono. Ma quando di notte noi andiamo a dormire e il cielo diventa tutto scuro, ecco che mamma luna accende le luci del grande salone rotondo del suo palazzo, chiama a raccolta le sue mille figlie, le stelle, e dice loro: “Presto, mie belle figlie, al lavoro! Andate ad accendere ognuna il suo lampione!”
Il grande palazzo del cielo ha mille balconi e ogni figlia deve salire sul suo balcone e accendere il proprio lampione in modo che tutto il cielo sia punteggiato di luci brillanti. E mentre noi, sulla Terra, qualche volta di notte, sul balcone o nel giardino della nostra casa, alziamo gli occhi al cielo per guardare le stelle, intanto le stelle, lassù in cielo, si sporgono dai loro balconi illuminati per guardare giù sulla terra. Guardano le nostre case, le montagne, gli alberi, i fiumi, le strade e i mari. E ogni mattina, all’alba, spengono i loro lampioni, danno un bacio a mamma luna e se ne vanno a dormire.
Ora c’era una stella, la più piccina di tutte, che era anche la più curiosa, che ogni mattina, prima di andare a letto, faceva mille domande alla sua mamma e non si addormentava mai se mamma luna non le raccontava prima una fiaba del buongiorno (che per una stellina è come per un bambino la fiaba della buonanotte). E la fiaba doveva sempre raccontare cose della Terra che la stellina non aveva mai visto da vicino.
Per esempio stellina diceva: “Mamma, mamma, stanotte guardando giù ho visto dei cosi grigi grandi grandi con dei tubi davanti. Cosa sono?”
“Elefanti” rispondeva pazientemente mamma luna.
“Raccontami degli elefanti!” chiedeva allora stellina.
E mamma luna raccontava degli elefanti e spiegava a stellina dove vivono e cosa mangiano e che il tubo davanti si chiama proboscide e che gli elefanti la usano per bere e per portarsi il cibo alla bocca.
Oppure stellina diceva di aver visto delle grandi bisce illuminate dove correvano veloci tante luci un po’ rosse e un po’ chiare come i loro lampioni di stelle.
Allora mamma luna le spiegava che le bisce illuminate si chiamano strade e autostrade, e che di notte ci corrono sopra le automobili e i camion con i fari accesi. E raccontava, raccontava finché stellina mon si addormentava. Ma una notte stellina scoprì il mare e restò affascinata da quella massa scura e liquida piena di creste bianche e s’incantava a vedere i giochi di riflessi che il suo lampione e quelli delle sue sorelle stelle disegnavano sull’acqua.
Al mattino mamma luna le parlò dell’acqua e le raccontò delle navi e dei pesci, degli scogli, delle isole, dei fari, delle barche a vela e dei coralli, e stellina non voleva più dormire perché era troppo curiosa di sapere e di ascoltare.
“Su, dormi stellina, che se no stanotte non sarai pronta all’ora giusta per accendere il lampione al tuo balcone!”
“Ma tu mi racconterai ancora del mare?”
“Te lo prometto!” disse mamma luna.
E da quel giorno, tutti i giorni, mamma luna raccontò sempre e solo la fiaba del mare perché stellina voleva ascoltare solo quella. Ma dopo essere rimasta tutta la notte a guardare il mare, sporgendosi dal suo balcone, ogni mattina stellina era più triste.
“Perché sei così triste, stellina mia?” chiedeva la mamma.
“Vorrei tanto vivere nel mare, mamma, vivere nel mare come i pesci!” sospirava stellina e non vedeva l’ora che fosse notte per alzarsi, accendere il suo lampione e illuminare il mare.
Finché una notte, per vederlo meglio, stellina si sporse troppo dal balcone e cadde giù. Con un bel tuffo finì proprio in fondo al mare. E fu così che stellina realizzò il suo sogno e che ebbe origine la prima bellissima stella marina.

Stella Cadente, Meteoroidi, Star

La papaia e le sue proprietà.

In questo articolo parlerò di un frutto buonissimo: la papaia.

La papaia è uno dei frutti esotici più apprezzati grazie alla sua polpa succosa arancione-rosata, ricca di vitamine come la C, che aiuta a contrastare l’invecchiamento, o il betacarotene, precursore della vitamina A, importante per la salute della pelle.

Nel frutto, come in tutta la pianta, è presente un enzima, la papaina, che favorisce la digestione, protegge l’apparato gastrointestinale, tiene sotto controllo la formazione di tessuto adiposo.

Diffusa nei Paesi tropicali, non è coltivata in Italia e viene importata dal Brasile e dalle Hawaii.
A seconda del luogo di provenienza il frutto varia leggermente di dimensioni e colore. Simile ad una grossa pera, le varietà più diffuse sono quella dalla buccia gialla, dalla polpa tenera e arancione-rosata, e quella dalla buccia verde-arancio.

Al momento dell’acquisto è bene tastare il frutto per accertarsi che sia sodo.
Si conserva a temperatura ambiente fino a maturazione, o nel frigorifero, nel comparto verdura, per una settimana.

Frutta, Papaia

Ho creato un nuovo blog: si intitola Le1000e1Recensione.

Ciao a tutti, per chi non lo sapesse, da oggi, oltre a “il blog delle babysitter”, ho creato un nuovissimo blog che s’intitola: Le1000e1Recensione. Se vi vá fateci un salto: troverete recensioni e opinioni personali vi vari argomenti, dai prodotti di uso quotidiano al cibo, dalle mie letture alla musica che ascolto ai film che guardò, ma anche molto altro. Vi aspetto su Le1000e1Recensione. Ciao!!!

Ricetta: torta di carote.

Per la colazione, per un dopo pranzo o un dopo cena leggero, ma gustoso, o per una merenda sana e nutriente, ecco un dolce famosissimo: la torta di carote.

Dosi per una tortiera da 22 cm di diametro

300 g carote
150 g di mandorle senza buccia (io la prossima volta uso la farina di mandorle)
4 uova grandi
16 g di lievito
aroma di vaniglia
50 g di farina 00
150 g di zucchero semolato
zucchero a velo per spolverizzare

Pelare e tagliare grossolanamente le carote e tritarle nel mixer con le mandorle. Aggiungere le uova, lo zucchero, la vaniglia e la farina setacciata con il lievito. Frullare fino a creare un composto omogeneo.
Versare nella tortiera rivestita di carta forno e cuocere per 10 minuti a 160° e per 30 minuti a 180° (fare sempre la prova stecchino).
Far raffreddare e cospargere di zucchero a velo.

Fiaba: Azzurra e il suo mondo.

Ho trovato questa  fiaba (anche se all’inizio è un po’ triste) navigando su Internet. Ve la posto.

Il tempo non prometteva bene, le strade erano trafficate e tante donne tornavano dal supermercato cariche di spese settimanali, costose tra l’altro. Azzurra invece, dal canto della sua tenera età, tornava da scuola. Una scuola molto antica. Quei muri imbrattati da scritte poco conformi al buon costume, quei banchi mal ridotti dal terremoto degli studenti, quella classe formata da studenti ancora bimbi ribelli, urlanti. Quei bimbi che perdevano denti ma acquistavano la voglia di disturbare il prossimo come se fosse normale…Quanto urlare per niente. E poi, quella scuola così vecchia da far venire il voltastomaco anche ad un anziano che s’accinge a lasciare la vita terrena per far spazio all’eterno riposo. Un vero e proprio incubo. Era tutto così spiacevole per lei, Azzurra. Una bimba bassina, dagli occhi chiari, dai capelli lunghi scuri e dai movimenti incerti di chi stava per iniziare a conoscere la vita, quella vita che le avrebbe un giorno donato tante gioie forse, ma anche molte sofferenze. Terminata la giornata scolastica, ritornava a casa, una grande casa, quasi villa,costruita da quel papà, gran lavoratore di strumenti ma molto ignorante di sentimenti e da quella mamma sfiacchita dal mestiere di casalinga che tante emozioni le aveva privato. La bimba guardava con occhi innocenti tutto ciò che aveva intorno, dalla casa, fino ad arrivare alle persone che condividevano quell’aria tanto inquinata, aria inquinata dalla stanchezza e dalla pesante quotidianità. Quella casa in fondo non le offriva tanti spunti, non era poi così colorata, a parte quel quadro, un quadro sulla destra che raffigurava un marinaio che non avrebbe fatto più ritorno nella sua patria. Molto triste se si pensa a ciò ma per lei era solo un signore barbuto che guardava l’orizzonte con fiducia e dedizione. Si era fatta ora di cena, una cena composta unicamente da un trancio di pizza che non era poi nemmeno così buono. Dopo aver visto la tv per pochi minuti, era arrivato il momento di andare a letto, un letto morbido ma che non dava un sonno pieno che riusciva a farla alzare piena di energia, piena di forze. La sua stanzetta era spoglia di ogni cosa, tende macchiate, lampadario traballante e delle mura che erano tutto tranne che solide. Ma il segreto era ben altro, il segreto era il soffitto. Azzurra era solita stendersi sul suo lettino e guardare il soffitto, immaginarlo con tutte le sue sfumature e rappresentarci i più bei disegni che la sua mente poteva raffigurare in quel momento. Mercoledì ci era riuscita, come sempre si era lasciata alle spalle quella giornata spenta, che poco le aveva offerto e con un umore simile a quello di un fante alla sua prima corsa, accendeva la sua lampadina privata. Iniziava così il suo viaggio con la fantasia. Un viaggio fatto di colori, di bei pensieri e di tante melodie soavi. Sulla sinistra c’era una bellissima fontana che riservava spruzzi d’arcobaleno. Una fontana contenenti tanti bei paperi, erano lì felici e rilassati, festeggiavano la vita. Un inno alla gioia. E poi, sulla destra c’era un albero che emanava tante belle sensazioni e tanti buoni profumi, niente a che vedere con lo smog cittadino che ogni secondo investe un paesino…Su quell’albero c’era un uccellino, cinguettava e cantava serenamente una canzoncina dolcissima, sconosciuta agli esseri umani, una musichetta che solo uno spirito profondo poteva capire e comprendere. Profondo come l’animo della bimba. La bimba fissava il soffitto, giù in strada non c’erano auto che passavano, che infastidivano. In casa non c’era nessuno che dialogava. Il mondo era formato esclusivamente da lei e dalla sua stanzetta. Il mondo era suo. Al centro della sua rappresentazione, nel mezzo, non c’erano animali, non c’erano uccellini, non c’erano stelle, tantomeno cieli sereni. Erano lì raffigurati, tanti individui da lontano sconosciuti ma da vicino familiari. C’erano le persone a cui voleva bene, la sua famiglia, le sue amichette e tanti volti nuovi che si abbracciavano, si stringevano la mano mettendo da parte tutto ciò che era successo in passato, tutte le angherie che si sono eseguiti a vicenda e sorridevano, sorridevano coperti da un volto felice e colorato. Quella era la sua immaginazione, sognare un Mondo sorridente, composto da tanta beatitudine, da tanta pace. Ogni notte, ad Azzurra piaceva pensare quadri umani, quadri felici. Riempiva il suo animo di tutto ciò. L’ora era tarda, il quadro del soffitto era ormai concluso, aveva pennellato per bene ogni minimo dettaglio ed aveva tanto sonno. Era ormai giunta l’ora di chiudere gli occhi per poi ritornare, il mattino dopo, a rivedere la triste realtà, quella scuola e quella famiglia diversa da ciò che immaginava…Inizia un nuovo giorno.